Elisa Cerruti Let's be friends
Connect with Me on Google
Connect with Me on Facebook
Follow Me on Twitter
Connect with Me on LinkedIn
Subscribe to my RSS
Follow Me on Pinterest
Ultime notizie

GORSE - Disperazione e mancanza di speranza

GORSE  Disperazione e mancanza di speranza dal diario di Pamela 2/7 Caro diario, oggi mi sento veramente molto male! Ancora una volta le odiate [leggi]

Arcobaleni di parole. Due libri per il benessere al Salone del Libro

Cari Amici, sono lieta ed onorata di invitarvi all'evento che si terrà presso il Salone del Libro di Torino domenica 13 alle ore 13. Incontrerete le autrici [leggi]

Il Fiore - prodotti naturali

Oggi ospitiamo Il Fiore, una piccola azienda artigianale di cosmetici e prodotti naturali con INCI verdi (biodizionariamente parlando) facilmente leggibili e [leggi]



Normativa

Sicurezza alimentare: da oggi la UE rinforza i controlli sugli alimenti importati dal Giappone

Food for the supermarkets di Nick Saltmarsh

Entra in vigore oggi la nuova regolamentazione decisa il 24 marzo scorso dalla UE di rinforzare i controlli sugli alimenti e i mangimi d’importazione da alcune regioni del Giappone, quelle per intenderci la cui produzione può essere colpita dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, ma non solo. Il provvedimento intende limitare ulteriormente i rischi e tutelare la sicurezza della catena alimentare europea.

Al meeting Standing Committee on the Food Chain and Animal Health (SCoFCAH) gli Stati membri hanno firmato la proposta di imporre speciali condizioni alle importazioni. Le misure si applicano a tutti i mangimi e gli alimenti che provengono a qualunque titolo dalle 12 prefetture del Giappone interessate dal disastro nucleare: Fukushima, Gunma, Ibaraki, Tochigi, Miyagi, Yamagata, Niigata, Nagano, Yamanashi, Saitama, Tokyo and Chiba.

Tutti i prodotti provenienti da questi territori devono essere analizzati prima di lasciare il Giappone. Inoltre tutti i prodotti già arrivati in UE e quelli che passeranno i controlli e giungeranno in Europa potranno subire controlli a campione. Gli alimenti e i mangimi provenienti dalle altre 35 prefetture dovranno essere accompagnate da un attestato che dichiari la prefettura di origine e subiranno anch’essi controlli a campione al loro arrivo in UE. La UE aggiornerà queste misure ogni mese.

In particolare la regolamentazione adottata oggi pattuisce che ogni partita di alimenti e mangimi dalle 12 prefetture debba essere accompagnata da una dichiarazione, rilasciata dalle autorità Giapponesi, che attesti che il prodotto non contiene livelli di radionuclidi che eccedono quelli consentiti dall’Unione Europea [ndr Council Regulation (Euratom) No. 3954/87 (OJ L 371, 30, 12, 1997, p. 11)]. I radionuclidi sono elementi radioattivi e le regolamentazioni della Commissione si riferiscono in particolare allo iodio-131, al cesio-134 e al cesio-137.

Inoltre agli importatori viene richiesto di notificare l’arrivo alle autorità competenti due giorni prima dell’ingresso di ogni partita di alimenti e mangimi dal Giappone. Alimenti e mangimi che sono stati raccolti o lavorati PRIMA dell’11 marzo non sono sottoposti a queste regolamentazioni. Tuttavia questi prodotti, provenienti da qualsiasi regione del Giappone, dovranno essere accompagnati da una dichiarazione che attesti chiaramente che sono stati raccolti/lavorati prima dell’11 marzo.

Con riferimento ai cibi raccolti/prodotti DOPO l’11 marzo, le misure prevedono che:

  • All’arrivo nell’UE, le autorità competenti del Border Inspection Posts (BIP) o del Designated Point of Entry (DPE) della spedizione effettueranno controlli sull’identità delle merci e sui relativi documenti su ogni partita proveniente dal Giappone;
  • I controlli fisici, incluse le analisi di laboratorio, saranno effettuate su almeno il 10% delle partite in ingresso dalle 12 prefetture giapponesi. I controlli fisici dovranno anche essere effettuati su almeno il 20% delle partite che provengono dalle restanti 35 prefetture;
  • Durante il periodo di tempo necessario ad eseguire i controlli e le analisi le merci dovranno essere poste sotto ufficiale custodia per un massimo di 5 giorni lavorativi. Le partite saranno rilasciate quando l’importatore presenterà alle autorità competenti i risultati positivi dei controlli ufficiali;
  • I prodotti che eccederanno i livelli consentiti non potranno essere immessi sul mercato e dovranno essere trattati in modo sicuro oppure rispediti in Giappone. Le proposte della Commissione, firmate oggi dal SCoFCAH, sono state adottate formalmente dal 25 marzo. La regolamentazione è stata pubblicata ieri sull’Official Journal of the European Union ed è entrata in vigore oggi.

Quelle dell’UE rappresenterebbero comunque misure di sicurezza cautelative. Allo stato attuale non ci sono evidenze di rischi per i consumatori europei relativi ad un incremento dei livelli di radiazioni nel cibo e nei mangimi importati dal Giappone. Tuttavia la Commissione ha deciso di rinforzare le misure preventive per limitare ulteriormente i possibili rischi per la propria catena alimentare e quindi per assicurare una migliore protezione per la salute dei cittadini UE.

La Commissione sta seguendo da vicino gli sviluppi della situazione in Giappone. Il 15 marzo è stato chiesto agli Stati membri, attraverso il Rapid Alert System fo Food and Feed (RASFF) di aumentare i controlli sui prodotti destinati all’alimentazione in arrivo dal Giappone.

I rischi relativi alla sicurezza alimentare per i cittadini UE dovuti alla crisi nucleare giapponese sono bassi, specifica la UE, per numerose ragioni, tra cui:

  • Il Giappone è autorizzato a esportare in UE solo quattro tipologie di prodotti di origine animale: prodotti della pesca, molluschi bivalve, mangimi per animali domestici, involucri per salsiccia e insaccati;
  • Verdura e frutta possono anche essere esportati verso l’UE ma si tratta di piccoli volumi – 9 mila tonnellate nel 2010;
  • In accordo con le ultime informazioni, le autorità giapponesi hanno preso le misure necessarie per assicurare che gli alimenti ( e l’acqua potabile) con livelli di radioattività superiori ai livelli accettabili non siano né venduti ai consumatori giapponesi né esportati;
  • Le importazioni di prodotti agricoli dal Giappone (i.e. prodotti di origine animale e pesce) sono relativamente modeste. Nel 2010 il valore totale dei prodotti alimentari importati si è attestato a 187 milioni di euro per i prodotti agricoli e a 18 milioni di euro per prodotti della pesca.

I 7658 ingredienti per cosmetici consentiti dalla direttiva 2006/257/CE in un file excel open source

Il problema di quello che ci mettiamo sulla pelle è sempre più sentito. La presa di coscienza collettiva che la pelle sia uno degli organi più estesi del nostro corpo sta progressivamente modificando il nostro modo di lavarci, di acconciarci i capelli, di raderci, truccarci, prendere il sole… Leggi il resto di questo articolo »

Nitrati e nitriti – additivi alimentari pericolosi

Si trovano naturalmente oppure come residuo in alcuni ortaggi e nell’acqua. Sono additivi alimentari usati per la conservazione della carne. Li mangiamo con gli insaccati e con le carni conservate di varia natura. Adoro il prosciutto crudo, lo speck, la bresaola…e vogliamo parlare del bacon o del salame? A mio figlio ho iniziato a dare il prosciutto cotto così mi sono domandata cosa provochino nel corpo umano? Quanto ne possiamo mangiare perchè non ci facciamo troppo male? E la CE come ci protegge? Vi racconto quello che ho imparato spulciando qui e là.

Quando si diventa mamme sono tante le domande e le prudenze. Questo post nasce così, dalla volontà di proteggere chi amo. I nitriti (Nitrito di sodio-E250 e Nitrito di potassio-E249) e i nitrati (Nitrato di sodio-E251 e Nitrato di potassio-E252) sono due conservanti alimentari. Un interessante articolo di Cibo360° riporta alcune scoperte legate alla loro assunzione.

Andiamo con ordine. Vediamo i primi. I nitriti sono sia conservanti alimentari sia il sottoprodotto umano dell’assunzione dei nitrati.

Il primo effetto di un eccesso di nitriti è che questi si legano all’emoglobina e riducono il trasporto di ossigeno ai tessuti. Uno studio pubblicato nel 2007 da un gruppo di ricercatori della Columbia University ha dimostrato che l’assunzione di nitriti attraverso carni conservate è in grado di ridurre anche del 3% la capacità respiratoria. Inoltre i nitriti vengono trasformati dalla flora batterica della saliva e da qui trasportati nello stomaco dove vengono a loro volta trasformati in acido nitroso. L’acido nitroso è in grado di legarsi con altri composti organici che si trovano nello stomaco, le ammine, e divenire nitrosammine, rivelatesi cancerogene.

Dove si trovano i nitriti e i nitrati? In tutti le carni conservate e stagionate, vengono usati come conservanti grazie alla funzione antibatterica e antimicrobica e perchè mantengono il colore della carne e l’aroma.

Per quanto riguarda i nitrati un articolo pubblicato dal Prof. Pietro Santamaria dell’Università di Bari indaga alcune importanti fonti alimentari di nitrati naturali e residui: infatti nell’acqua, in alcuni ortaggi e alimenti sono presenti non soltanto naturalmente ma anche a causa dei residui di composti chimici usati nell’agricoltura. Questo è il motivo per cui si sconsiglia la somministrazione ai neonati di quelli che sono i maggiori recettori e catalizzatori di nitrati fino all’ottavo mese. Infatti i bambini accumulano maggiori quantità di nitriti e su di loro gli effetti sono potenzialmente più dannosi.

Da una ricerca di Claudio Ceroni ho ricavato la seguente tabella che riporta gli alimenti in base ai propri contenuti di nitriti e nitrati naturalmente presenti o additivati:

Alimenti Nitrati mg/Kg Nitriti mg/kg
Asparagi 60 0-9
Bietole 2760 6
Broccoli 1014 1-5
Carne bovina 1,1 -
Carne di manzo in scatola 60-70 15-23
Carote 119 0,8
Cavoli 635 0,5
Cipolle 235 1
Cocomero 151 0-8
Fagioli 253 0,9
Farina 45 2
Finocchi 66 4
Latte bovino 0,7 -
Lattuga 850 0,4
Melanzane 302 0,5
Melone 4932 -
Mortadella 107-205 9-23
Pancetta 275 22
Parmigiano 0,2 -
Patate 119 0,4
Pesce fresco 3,7 2,7
Prosciutto confezionato 235 40-90
Prosciutto cotto 1295 22
Prosciutto crudo 204-470 21-31
Rabarbaro 2900 -
Rape 1369 -
Sedano 2340 0,5
Spinaci 1860 2,7
Zucca 550 0-8
Zucchine 413 0,7

In ogni caso per quanto riguarda gli ortaggi la quantità naturalmente contenuta di nitriti e nitrati sembra non dare alcun problema grazie al compresente contenuto di vitamina C. Quello che invece è nocivo è il residuo di prodotti per l’agricoltura come i fertilizzanti.

La CE, valutato il rischio per l’organismo umano, ha ribadito, con la decisione del 25 maggio 2010,  che i limiti sono fissati in 100-150 mg/kg la quantità massima per i nitriti e in 250 mg/kg quella per i nitrati che possono contenere le carni stagionate e conservate. La decisione è stata presa basandosi sui documenti e gli ulteriori approfondimenti emessi in occasione della causa tra Danimarca e CE (la Danimarca ha avviato una causa perchè ritiene che i quantitativi siano troppo elevati).

Proprio in questo ambito una relazione specifica cita:

Dalla RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO RIGUARDANTE I PROGRESSI NELLA RIVALUTAZIONE DEGLI ADDITIVI ALIMENTARI{SEC(2007)998}

Nitriti e nitrati (E 249- E 252)

La direttiva 95/2/CE autorizza i nitriti e i nitrati di potassio e di sodio ai fini della conservazione di prodotti a base di carne, formaggi e alcuni prodotti a base di pesce.

Alla luce della sentenza della Corte di giustizia relativa alla causa C-3/00, Danimarca contro Commissione, la Commissione ha consultato l’EFSA riguardo alle attuali autorizzazioni dei nitriti e dei nitrati nei prodotti a base di carne in relazione agli effetti dei nitriti e dei nitrati nonché alla sicurezza microbiologica dei prodotti a base di carne segnatamente per quanto concerne il Clostridium botulinum.

La rivalutazione è stata completata nel novembre 2003 e il gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici ha adottato un parere.

Il gruppo ha confermato che il nitrito contribuisce alla sicurezza microbiologica, nonché alla stabilità anti-ossidante e a quella del sapore e del colore dei prodotti a base di carne. L’aggiunta di dosi non superiori a 100 mg/kg di nitrito può bastare per la conservazione di numerosi prodotti, ma per altri sono necessari fino a 150 mg/kg. Il gruppo ha osservato che nella maggior parte dei prodotti a base di carne il nitrato non garantisce la protezione diretta contro la proliferazione del Clostridium botulinum. L’impiego dei nitrati come serbatoi di nitriti si rivela tuttavia necessario, soprattutto nei prodotti di salumeria stagionati tradizionali.

Il gruppo ha raccomandato che i livelli di nitriti e nitrati siano definiti nella legislazione come “dosi aggiunte”. Il gruppo riteneva che siano le dosi aggiunte di nitriti, e non la dose residua, a contribuire all’attività inibitoria del C. botulinum.

Per limitare il più possibile il tenore di nitrosamine, riducendo i livelli di nitriti e nitrati addizionati agli alimenti e salvaguardando nel contempo la sicurezza microbiologica dei prodotti alimentari, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la direttiva 2006/52/CE che modifica la direttiva 95/2/CE al fine di modificare le attuali autorizzazioni dei nitriti e dei nitrati. Nel quadro di tale modifica si applica il principio generale di controllare le dosi aggiunte di nitriti e di nitrati, tuttavia per alcuni prodotti tradizionali l’impiego di tali additivi è controllato mediante le dosi residue.

Per quanto riguarda invece la GDA, la dose giornaliera ammessa, è quella segnalata dalla EFSA, ribadita di recente dopo la consultazione della CE in riferimento alla causa in corso con la Danimarca: 0,07 mg/kg giorno. Qual’è la soglia di pericolosità dei nitriti? Secondo l’EFSA la GDA è pari a 0,07 mg/Kg giorno per i nitriti e di 3,7 mg/kg giorno per i nitrati. Il che significa che un uomo adulto in buona salute del peso di 70 kg può assumerne in sicurezza circa 4,5-5 mg al giorno se nitriti e circa 200 mg se nitrati.

Le dosi usate dalla CE nascono dalla commissione congiunta FAO-WHO, la JECFA – Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives. La JECFA aveva stabilito con studi che risalgono agli anni ’70 come quantità giornaliera massima 0,02 mg/kg peso corporeo per i nitriti, e 0-5 mg/kg per i nitrati. Le ricerche si sono succedute negli anni successivi e in particolare tra il 2002 e il 2006 la JECFA ha riesaminato le dosi giornaliere ammesse per singolo additivo: nitrito di potassio 2 mg/kg, nitrito di sodio 2 mg/kg, nitrato di potassio 20 mg/kg,  nitrato di sodio 30 mg/kg. Oggi la JECFA ammette per i nitriti (considerato come ioni nitriti) una dose compresa entro gli 0,07 mg/kg, per i nitrati 0–5 mg/kg (se espressi come nitrato di sodio) o 0–3.7 mg/kg se  espressi come ioni nitrati.

ATTENZIONE: queste dosi non sono valide per i bambini al di sotto dei 3 anni.

Paiono dosi sicure dagli studi ma il fatto che la Danimarca abbia intentato causa per cercare di farle diminuire mi mette una bella pulciotta nell’orecchio. A ciascuno le proprie considerazioni e conclusioni.

Vi consiglio il motore di ricerca degli additivi alimentari del JECFA è davvero ottimo!

Risorse:

La direttiva CE relativa ai medicinali vegetali tradizionali

La CE sta davvero togliendo la libertà di scelta di cura? Gli ultimi mesi hanno visto un susseguirsi di numerosi tam-tam di informazioni allarmiste relative alla direttiva CE del 2004 sui medicinali vegetali tradizionali. Leggi il resto di questo articolo »






Iscriviti alla newsletter
La comodità di avere sulla tua email riassunti tematici, anteprime, consigli e tutto il nostro benessere. E poi solo per te "Le 10 Idee verdi".
Iscriviti >