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Depurarsi naturalmente: la pratica dello shanka prakshalana per lavare internamente il corpo ai cambi di stagione

Waterfall di narin-flickr

Waterfall di narin-flickr

E’ una pratica semplice e per tutti, purchè in buono stato di salute, in alternativa chiedete il parere del vostro medico. E’ economica, facile e molto efficace. Tutto ciò che vi serve è un po’ di sale marino integrale, 6-7 litri di acqua, un tappetino per fare ginnastica o yoga, un po’ di spazio sul pavimento e – ecco la cosa più preziosa di tutte – mezza giornata tutta vostra in tranquillità.

Quest’ultimo punto è molto importante, perchè tramite shanka prakshalana il corpo viene purificato dall’interno in profondità. E’ un lavoro che richiede al corpo molta energia e la nostra massima attenzione e cura. Se preferite esistono anche alcuni centri in cui è possibile praticarla in modo guidato ma se ve la sentite queste indicazioni vi saranno sufficienti per farlo da soli.

SHANKA PRAKSHALANA NON PUO’ ESSERE PRATICATO DA GIOVANI SOTTO I 15 ANNI DI ETA’, DA DONNE IN GRAVIDANZA O DURANTE IL CICLO MESTRUALE. DOVREBBE ESSERE EVITATO DA CHI SOFFRE DI PRESSIONE MOLTO BASSA, GASTRITE, ULCERA, PROBLEMI RENALI, CALCOLI BILIARI, CALCOLI RENALI, DIABETE, ERNIA, MALATTIE MENTALI.

Indossate abiti comodi e possibilmente bianchi. Non fate colazione, shanka prakshalana si pratica al mattino presto appena svegli. Preparate 6-7 litri di acqua intiepidendola a 37-40 gradi circa e unendovi  1 cucchiaino di sale marino integrale per ogni litro d’acqua. Se soffrite di pressione alta e il vostro medico ha espresso parere favorevole usate un sale dietetico per precauzione. Attraverso questa pratica il sale non viene digerito e assimilato dal corpo. Attraversa il sistema digestivo lavandolo e il sale ha una funzione molto importante a questo fine perchè serve per sciogliere le feci e farle transitare lungo l’intestino.
Secondo la tradizione yoga il shanka prakshalana è indicato a chi soffre di costipazione, meterosimo e flatulenza, acidità, ma ha anche la capacità di prevenire i calcoli renali, purifica il sangue e contribuisce a migliorare lo stato di salute di tutto l’organismo. Aiuta nel trattamento delle allergie, sia quelle da polline che quelle alimentari. Allevia i problemi di digestione. Aiuta a risolvere problemi alla pelle come l’acne, dermatiti e psoriasi. Dal punto di vista psicosomatico aiuta a contrastare la letargia tipica dei cambi di stagione e ha grande efficacia per l’equilibrio della mente.

A differenza dell’idrocolon terapia shanka prakshalana permette un lavaggio di tutto il sistema digerente, è meno invasiva e potete praticarla a casa in tutta tranquillità.

La temperatura dell’acqua deve rimanere costante per tutta la durata del trattamento. Non usate acqua fredda (la pratica non riuscirà o avrete dolori allo stomaco) o troppo calda (vomiterete, il vamana è un’altra pratica molto efficace che vedremo in un’altra occasione, in ogni caso non si pratica con acqua troppo calda che rischia di infiammare il tubo digerente).

Prima di iniziare la pratica procuratevi che il bagno rimanga SEMPRE libero e a portata di mano.

Bevete a sorsi, lentamente ma ininterrottamente la soluzione di acqua salata. Dopo ogni bicchiere d’acqua praticate i seguenti 5 esercizi yoga (uso alcuni video del Centro Dharma Yoga che ho trovato su YouTube e che reputo particolarmente ben fatti e in italiano). Ho notato che esistono differenti scuole che usano diversi tipi di esercizi per lo shanka prakshalana, io uso quelli che seguono ma sappiate che ciascuno potrà usare quelli che sente più congeniali:

1- Tadasana (posizione della palma)

incorporato da Embedded Video

2 – Tiryaka Tadasana (posizione della palma oscillante)

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3 – Triyak Bhujangasana

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4 – Meru Prishthasana

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5 – Trikonasana

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Dopo alcuni bicchieri d’acqua dovreste iniziare ad avvertire movimenti del tratto intestinale, forse emetterete anche un po’ d’aria, la pancia si gonfierà progressivamente ma mai in maniera dolorosa. Sono tutti segni che la pratica sta riuscendo bene.

Proseguite sempre con molta calma e continuità a bere e a fare gli esercizi, fate in modo che nulla vi interrompa e mantenete una serena concentrazione e attenzione alla pratica e al vostro corpo.

A un certo punto sentirete lo stimolo ad evacuare. Assecondate gli stimoli interrompendo ogni volta gli esercizi. Nel frattempo continuate a bere e a praticare le asana. Progressivamente le feci diventeranno sempre più liquide. Proseguite fino a quando non evacuerete solo più acqua. Potrebbe essere di una tinta giallastra, in ogni caso deve essere trasparente, limpida e non contenere tracce di residui solidi.

Potreste avvertire un po’ di bruciore all’ano verso la fine della pratica. Passerà nel giro di poche ore. Applicate localmente olio di mandorle dolci dopo ogni scarica.

Terminate praticando Jala Neti, questo passaggio è molto importante per evitare che vi venga mal di testa. Una volta non ho concluso shanka prakshalana con il lavaggio nasale e dopo circa 2-3 ore ho iniziato ad avere un mal di testa che è passato solo andando a dormire.

A questo punto stendetevi sul letto o in un luogo comodo, avvolgetevi con una copertina e rimanete a riposare senza addormentarvi e senza fare nulla (niente libri, niente tv o radio) semplicemente riposate e concentrate la vostra attenzione sul respiro. Rimanete a riposo per circa un’ora.

Dopo il riposo potrete mangiare. Anche in questo caso le scuole danno indicazioni diverse sul modo e i tempi di reintegrare l’alimentazione. Io vi suggerisco di seguire alcuni semplici consigli:

  1. assecondate il vostro corpo, lui è il vostro vero maestro, ascoltatevi e scoprirete un mondo ricchissimo e interessante;
  2. mangiate quando avrete fame, non preoccupatevi di quanto tempo sia passato, l’importante è che non iniziate a mangiare prima di aver finito tutti i passaggi compreso il riposo. Questo non dovrebbe capitare, normalmente non si ha fame durante la pratica;
  3. preferibilmente iniziate a mangiare alimenti liquidi, ad esempio latte di riso preparato da voi prima di iniziare;
  4. quando riprenderete a mangiare alimenti solidi mangiate poco per volta e lentamente. Unicamente cibi molto semplici, non conditi e non fritti (al massimo usate un poco di ghee, alcune spezie e pochissimo sale marino integrale), prediligendo il riso basmati e il mung dal, in particolare consumate nelle ore successive il Khicheri;
  5. per 7 giorni mangiate leggero e in bianco, prediligendo riso basmati e mung dal. Per il mese successivo mangiate poca verdura e frutta crude; evitate caffè, the, saccarosio (che vi consiglio comunque di evitare il più possibile sempre) alcolici e latticini per circa un mese; riducete il consumo di carni. Mangiate in quantità non eccessiva e sempre cose cucinate in modo semplice;
  6. prendete l’abitudine, se soffrite di stitichezza o di problemi gastrointestinali in genere o di emorroidi, di bere da 1 a 5 bicchieri di acqua (non salata) a temperatura ambiente al mattino appena svegli a cui farete seguire le asana usate per il shanka prakshalana. Questa pratica è estremamente utile per mantenere le feci morbide e per stimolare in modo naturale la peristalsi.

Shanka prakshalana andrebbe praticato 4 volte all’anno ad ogni cambio di stagione. In alternativa si può fare 2 volte all’anno una a fine ottobre e una a fine marzo.

Contro la forfora la polvere di neem

Premium Bridal Ubtandi di Henna Sooq

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Se soffrite di forfora, o avete problemi di igiene del cuoio capelluto vi suggerisco di provare la polvere di neem.

Si ottiene dalle foglie della pianta omonima. E’ un disinfettante, elimina le untuosità, tiene lontani i pidocchi (in agricoltura biologica viene usato l’olio unitamente alla polvere per tenere lontani i parassiti), favorisce la circolazione e rimuove a fondo le impurità.

Potete usarlo anche per la pelle e in questo caso riduce l’oleosità, nutre la pelle mantenendola morbida. Rende la pelle bianca e toglie macchie e impurità, migliora il colorito e favorisce la circolazione.

E’ bene usarlo una volta alla settimana per i capelli, ed evitare di lavarli troppo di frequente e con prodotti aggressivi. Per la pelle del viso invece potete usarlo a giorni alterni.

Si usa miscelando la polvere con poca acqua tiepida fino ad ottenere un composto fluido della consistenza delle maschere per il viso. Se volete potenziarne l’effetto potete aggiungere qualche goccia di olio di neem.

Va tenuto in posa circa un’ora. Quindi sciacquato con abbondante acqua tiepida. Evitate l’uso di detergenti dopo il trattamento.

Scrub fai da te mais e olii vegetali. Come ti riciclo la polenta camolata!

Polenta Di MGF/Lady Disdain

Polenta Di MGF/Lady Disdain

Non buttate via la farina di mais camolata! Fatene uno scrub facile facile, che non inquina, è sano e a costo zero.

Adesso che inizia la primavera quanti di noi hanno in casa della farina di mais, quella comune che si usa per fare la polenta, che sta invecchiando, che sappiamo non passerà l’estate e che magari ha già qualche camoletta (le famigerate farfalline alimentari!)

Non buttatela via! Fate uno scrub per la pelle miscelandola con olio di semi di girasole, oppure olio di mandorle dolci, oppure olio extra vergine di oliva.

Il rapporto è in media 2:1. Per 2 parti di farina di mais una parte di olio. Miscelate aggiungendo piano piano l’olio. Dovrebbe venire un composto consistente facile da tenete in mano e spalmare sulla pelle.

Potete aggiungere anche altri oli quali l’olio di neem, che disinfetta e depura la pelle, l’olio di argan, che la rende elastica, oppure dell’olio di calendula se avete una pelle delicata e che tende ad infiammarsi.

E se volete unite anche 2-3 gocce di o.e. di menta, che aiuta a disinfettare la pelle, ottimo soprattutto se avete molti peli incarniti e se è estate perchè contiene mentolo che ha uno spiccato effetto rinfrescante (attenzione alle parti più delicate). Oppure qualche goccia di o.e. di lavanda.

E’ un’ottima alternativa allo scrub allo zucchero e non contiene parabeni e altre sostanze pericolose, come coloranti e additivi vari che sono ammessi nei cosmetici.

Olio fai da te bio post ceretta

7 anni di __o__

7 anni di __o__

E dopo la saga dello scrub e della ceretta fai da te biologica ed ecologica non poteva mancare l’olio da usare dopo la famigerata tortura.

Ho scelto oli che hanno potere lenitivo, calmante e restitutivo. Li potete trovare nelle migliori bio-botteghe oppure on line. L’importante è che siano di provenienza biologica e che siano ottenuti con procedimenti naturali, meglio se da spremitura a freddo.

Ingredienti:

- 5 cucchiai di olio base: potete scegliere tra l’olio di semi di girasole, olio di mandorle dolci, olio di jojoba, olio di argan. Hanno tutti proprietà elasticizzanti e nutrienti, ciascuno poi con piccole differenze rispetto agli altri. Potete anche usarli insieme, un cucchiaio di ciascuno.

- 1 cucchiaio di olio di fiori di calendula. Si ottiene per macerazione. E’ lenitivo e ristrutturante. E’ ottimo per pelli secche, irritate, sensibili e in caso di couperose.

- 1 cucchiaio di olio di iperico. Ha proprietà astringenti e disinfettanti, lenitive, addolcenti, restitutive. E’ usato in caso di scottature, contusioni, reumatismi, gotta, pelle screpolata, tagli da freddo . Quello buono è di un rosso intenso trasparente, tinta che deriva  dal fiore.

- un olio essenziale profumato. Vi consiglio l’olio di lavanda che ha proprietà calmanti, disinfettanti ed è particolarmente intenso. Oppure quello di menta, che contenendo mentolo ha proprietà disinfettanti, antibatteriche e rinfrescanti.

Prendete un vecchio boccettino di vetro e miscelate il tutto. Come tutti gli olii e i grassi va tenuto al buio in luogo fresco e asciutto per evitare che irrancidisca. Si conserva normalmente per 2-3 mesi. Nei periodi caldi o se preferite potete tenerlo in frigo: aumenterà così la sua capacità rinfrescante e lenitiva.

E’ così buono che potete anche decidere di usarlo dopo il bagno o la doccia, soprattutto se soffrite di pelle secca. Potete usarlo sulle mani se le avete particolarmente provate dal freddo, dall’acqua e dall’uso di detergenti (ma come non avete ancora provato i detersivi fai da te?! :) ).

E’ ottimo anche come olio dopo sole da usare dopo una doccia rinfrescante.

DEPILAZIONE FAI DA TE: ceretta araba zucchero e limone (senza strisce)

Dopo aver provato lo scrub la vostra pelle è pronta per una depilazione a freddo, poco irritante e biologica, nonchè ecologica perchè gli ingredienti fanno bene anche all’ambiente: pochi imballi, prevalentemente carta e buccia di limone, scarti della depilazione che si sciolgono in acqua e possono andare nell’organico.

Si tratta della depilazione brasiliana, ottima per depilare parti intime. E’ una ceretta indolore, indicata per la depilazione maschile, per la depilazione inguine e per la depilazione totale.

La preparazione è semplice, solo poche accortezze ma facili e precise.

Si prepara in casa con un pentolino abbastanza grande da contenere comodamente gli ingredienti. Potete farne quanta ne volete perché si conserva per circa 6 mesi in luogo fresco e asciutto. Si usa senza strisce: lo strappo avviene direttamente con la cera. E’ molto meno dolorosa della ceretta tradizionale e i risultati sono ottimi. La pelle rimane molto morbida. E’ idrosolubile e quindi con un poco di acqua calda spariscono tutti i residui. Basta prenderci un po’ la mano e i risultati sono strabilianti!

Le dosi sono in cup, per le conversioni vedete le tabelle di Cibo360°, o quelle di cookaround o quelle di Wikipedia.

Gli ingredienti per una cera che dura per circa 2-3 volte sono:

  • zucchero bianco o di canna 2 cup
  • succo di limone 3 cucchiai
  • acqua 3 cucchiai

Mettete gli ingredienti in un pentolino (antiaderente oppure no è indifferente). A fuoco medio sciogliete lo zucchero fino ad ottenere una miscela omogenea e liquida. Rimescolate di frequente con un cucchiaio di acciaio. Quando il composto è liquido spostate il pentolino sul fuoco più basso della vostra cucina e tenetelo al minimo, in modo tale che la ceretta sobbolla facendo bolle ampie e senza “gonfiare” eccessivamente.

Quando il composto diventa di color ambra spegnete il fuoco, lasciate raffreddare per un paio di minuti e travasate in un contenitore basso e largo anche di plastica.

Come si usa: quando sarà ben freddo (normalmente si consiglia di prepararla il giorno prima) preparate le gambe passando un po’ di borotalco. A questo punto pulite bene le mani, passate un poco di alcol e staccate un po’ di cera facendo attenzione che non si appiccichi alle dita. Lavoratela con le mani per ottenere una pallina, sempre facendo attenzione che non si appiccichi. A questo punto stendetela sulla pelle con gesto rapido e deciso in senso CONTRARIO alla crescita del pelo e quindi strappate subito seguendo il senso di crescita. Si usa al contrario delle altre cerette, anche se io faccio un mix un po’ in un senso e un po’ nell’altro. La pallina è da gettare quando diventa bianca.

Scrub fai da te bio & eco allo zucchero e olii vegetali

Zùcchero di GluGluMiTo

E’ finalmente arrivato il caldo, è ora di indossare il più bel bikini e tuffarsi in acqua dopo un bel bagno di sole! E’ ora di liberare la pelle dalle cellule morte e aiutarla a respirare e godersi aria fresca e sole in modo naturale, economico e sano.

Oggi vi racconto come preparo il mio scrub per una pelle bella e morbida. Se praticato regolarmente ridurrete anche i fastidiosi peli sotto pelle e preparete il derma alla depilazione. La ricetta che vi presento in particolare è indicata per pelli secche e tendenti alle irritazioni. Potete applicarlo su tutto il corpo perchè è molto delicato. Quello che avanza potete conservarlo per alcune settimane in un barattolo di vetro in un luogo fresco e asciutto oppure in frigo se fa molto caldo.

Ingredienti:

Amalgamate il tutto con un cucchiaino d’acciaio. Stendete con un delicato massaggio circolare insistendo sulle zone critiche: gomiti, ginocchia, talloni, etc.

Sciacquate con abbondante acqua tiepida senza usare saponi, tamponate l’eccesso di acqua e di olio con una salvietta di cotone. Se avete alcune zone particolarmente secche o cheratinose potete lasciare in posa qualche minuto prima di sciacquare.

Se invece avete in casa della farina di mais per polenta, magari un po’ invecchiata di cui non sapete che fare, potete preparare lo scrub alla farina di mais  e oli vegetali.

Colluttorio fai-da-te bio ed eco per un alito a prova di bacio!

Seal it with a kiss di MadPole

Se qualcuno vi dicesse che a costo quasi zero si può creare un colluttorio sano, ecologico e biologico (nella produzione, nell’uso e nello smaltimento anche dei suoi sottoprodotti e confezioni), che rinfresca il cavo orale disinfettandolo, che è facile e velocissimo da preparare e usare e che non bisogna dotarsi di alambicchi e provette di vetro da laboratorio. Che va bene per grandi e piccini, a cui si evita così di usare dentifrici che spesso hanno ingredienti poco sicuri come i parabeni e lo zucchero.

La “ricetta” di oggi è davvero semplice.

Mezzo bicchiere d’acqua e 2 gocce di olio essenziale di menta piperita (Menta piperita L.).

Le sue proprietà sono note ma le ricerche in questo senso non sono molte. Eppure la menta piperita è un efficace antisettico. Lo afferma Rajinder Singh, insieme ai suoi colleghi, con cui ha pubblicato una recentissima analisi in cui si dimostra che la menta piperita è efficace, anche quando paragonata ad antibiotici, come antibatterico e antiossidante. Gli autori ne ipotizzano anche l’uso come conservante, viste le sue proprietà nell’inibire alcuni batteri alimentari.

Risorse:

- Galenica. Erboristeria Domani, Novembre 1992

- Rajinder Singh, Muftah A.M. Shushni, Asma Belkheir, Antibacterial and antioxidant activities of Mentha piperita L. Original Research Article, Arabian Journal of ChemistryIn Press, Corrected ProofAvailable online 22 January 2011

Dentifricio naturale, anti-infiammatorio e sano

water in time 5 di Ianier6

Quest’oggi ritorno, dopo qualche tempo, sull’argomento dell’igiene personale. Siccome molti dentifrici in tubetto contengono numerose sostanze potenzialmente dannose, tra cui anche i parabeni ho deciso qualche anno fa che avrei cambiato il modo di lavarmi i denti. Ho cercato a lungo fino a che non ho scoperto le polveri lavadenti ayurvediche. In commercio se ne trovano di alcune marche, una delle più famose è la Vicco, che peraltro vende anche un dentifricio in pasta ayurvedico. Sono ottimi e ogni tanto li uso.

Io però oggi vorrei condividere alcune delle mie ricette. Hanno il vantaggio di essere economiche e sostenibili perché gli ingredienti sono poco costosi e perché si evitano le confezioni multiple in carta e plastica che ingombrano le pattumiere sui nostri piccolissimi balconi prima e le discariche poi; senza contare le risorse richieste per produrle e quelle necessarie per muovere la quantità di packaging inutile e spesso non riciclabile o non riciclato per pigrizia o assenza di regolamenti e strutture.

Per preparare efficacissime polveri lavadenti sono sufficienti ingredienti semplici che tutti abbiamo in casa o che sono facilmente reperibili. Ecco alcuni esempi:

  1. Preparazione anti-infiammatoria e deodorante: in un vasetto di vetro mettete un po’ di argilla verde ventilata (accertatevi che sia ventilata, questo significa che ha subito un particolare processo che la rende adatta per uso interno) procuratevi anche un olio essenziale di vostro gradimento, può essere la menta piperita, l’eucalipto, io ad esempio mi trovo molto bene con l’olio 31. Al momento di lavarvi i denti inumidite sotto l’acqua lo spazzolino e intingetelo nell’argilla, quindi versatevi sopra 2-3 gocce dell’olio essenziale prescelto e lavatevi i denti spazzolando bene.
  2. Preparazione disinfettante: in un vasetto di vetro mischiate due parti di sale marino integrale finissimo e una parte di pepe nero macinato finissimo. Se avete un macina spezie una volta mischiati macinate ulteriormente in modo da ottenere una polvere la più fine possibile. Volendo aggiungete alcune gocce di olio essenziale di chiodi di garofano oppure la punta di un cucchiaino da caffè di polvere di chiodi di garofano.
  3. Preparazione per gengive sensibili e infiammate: con il procedimento della preparazione precedente mischiate due parti di sale marino integrale con una parte di camomilla.

In ogni caso prendetevi il tempo di risciacquare bene la bocca facendo vigorosi sciacqui con acqua tiepida/temperatura corporea. Fate passare l’acqua da una parte all’altra della bocca, da destra verso sinistra e viceversa e da davanti a dietro, in modo tale da sentirla passare energicamente tra gli interstizi dei denti. Ripetete cambiando l’acqua almeno un paio di volte.

Secondo alcuni Yogi si può usare con vantaggio anche l’olio di semi di girasole, ha proprietà antisettiche e la capacità di ripulire da batteri e micro-organismi la bocca. E’ preferibile usare olio spremuto a freddo da agricoltura biologica. Gli sciacqui devono essere fatti come quelli precedenti.

Se possibile è di grande utilità unire a queste pratiche la pulizia della lingua. Nell’ayurveda di consiglia di scegliere il netta-lingua in base alla vostra costituzione, oppure – soluzione che io preferisco, anche dal punto di vista igienico – sceglietene uno in acciaio che è neutro e adatto ad ogni tipo di dosha.

Provate questo nuovo modo di pulire la bocca per qualche tempo, vi accorgerete della differenza che si manifesta con una maggiore sensazione di pulizia, una migliore sensibilità al gusto, denti più bianchi, in qualche caso anche un miglioramento dell’odorato. La presenza di sale e chiodi di garofano coadiuva anche nella prevenzione di malattie da raffreddamento grazie alla disinfezione del cavo orale.

Non lasciatevi scoraggiare dal sapore forte, dal fatto che le soluzioni sono in qualche caso piccanti e che non in tutti i casi la bocca profuma o è sensibilmente “fresca” come dopo averli lavati con dentifrici in pasta tradizionali. Questo è facilmente ovviabile usando la preparazione 1 oppure masticando molto molto lentamente una capsula di cardamomo o un chiodo di garofano dopo essersi lavati i denti. Oppure potete preparare il vostro colluttorio fai da te. Tra l’altro l’effetto dei dentifrici non è così persistente come si può pensare e in più spesso non esercita la stessa efficacia contro batteri e virus e non presenta la medesima naturalezza.

Via il trucco in modo naturale!

Con l’olio di semi di girasole o di mandorle dolci Leggi il resto di questo articolo »






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