Il burro fa bene – gli ultimi studi in materia lo dimostrano
Bistrattato, sostituito, ingiustamente accusato. Il burro così come molti latticini fanno bene. A sostenerlo il Prof. Peter Elwood del Department of Primary Care and Public Health presso la Cardiff University. La notizia, uscita il 27 dicembre scorso sul Daily Mail, ha fatto rapidamente il giro del globo: giornali, blog e forum hanno riportato la velina che in Italia è uscita su La Stampa.
Facciamo un passo indietro.
Uno degli ultimi a sostenere con estremismo la necessità di bandire, letteralmente, il burro dalla dieta è Shyam Kolvekar: il cardiochirurgo divenuto famoso per ritenere che la salute delle nazioni può essere difesa solo a patto che venga vietato l’uso del burro. Solo pochi mesi fa, a gennaio, il Daily Mail segnalava in un articolo le allarmiste posizioni del cardiochirurgo di origine indiana. I grassi saturi sono, secondo Kolvekar, all’origine di un terzo delle 200.000 morti precoci causate ogni anno da problemi cardiaci.
La posizione di Kolvekar ha trovato numerosi oppositori. La comunità scientifica è d’accordo sul fatto che i grassi saturi vadano il più possibile evitati e limitati. Alcune regioni del mondo abusano dei grassi e in special modo di quelli saturi arrivando a consumarne oltre 800 grammi al mese, una dose eccessiva che certamente non può che provocare sul lungo periodo disturbi e serie compromissioni cardiovascolari.
Eppure medici, dietisti e scienziati assolutamente non concordano sul fatto che il burro vada eliminato. Il burro contiene nutrienti importanti e il suo consumo moderato è del tutto raccomandabile.
Contiene vitamina A che ha un benefico impatto sul sistema cardiovascolare, vitamina D per la formazione delle ossa, vitamina E e selenio per il sistema nervoso e immunitario.
Una recente analisi del Prof. Elwood relativa ai 38 studi condotti finora sul livello di rischio di malattie cardiovascolari e diabete in relazione al consumo di burro e prodotti caseari ha dimostrato che il rischio è minore nei soggetti con un maggiore consumo di burro e latticini. Viceversa, i soggetti con un minor consumo di burro e latticini sembrano maggiormente esposti a diabete e malattie cardiovascolari.
Kolvekar ha ragione nel sostenere che sia meglio usare l’olio di girasole, ma non è sano eliminare completamente un alimento neppure quando questo è dichiaratamente nella categoria dei “cattivi” come il burro. Soprattutto se l’alternativa è usare grassi vegetali idrogenati, come la margarina. Elwood sostiene infatti che alcuni tra i trans-fat-rich – ovvero i grassi trans di cui fa parte anche il burro – come la margarina siano più dannosi del burro laddove siano additivati di idrogeno per consentirne la miglior resa.
In poche parole per Elwood è meglio poco anche se saturo ma naturale che molto ma artificiale.
L’Harvard Women’s Health Watch a proposito dei trans-fat rileva che l’origine dei problemi ad essi collegati nasce con l’uso (e l’abuso) della margarina come sostituto del burro. Il processo di idrogenazione, scoperto nei primi del ’900, ne è il vero responsabile e rende la margarina il “meno sano di tutti i grassi” proprio perchè da un lato aumenta i livelli di LDL (il colesterolo cattivo) e dall’altro diminuisce quelli di HDL (colesterolo buono).
Lo stesso Harvard Women’s Health Watch consiglia di leggere con attenzione le etichette dei preparati alimentari e di evitare nel modo più assoluto grassi idrogenati.
Per dovere d’informazione è opportuno sottolineare che oggi in commercio si trovano ottimi prodotti di origine vegetale non idrogenati e non contenenti siero di latte…provare per credere: leggete le etichette di alcune note marche di margarina.
Quindi, alla fine della fiera, vale la vecchia regola delle nonne: mangiare di tutto un po’ senza esagerare con le dosi e che sia sano e naturale. Personalmente preferisco non demonizzare alcun alimento ma fare il possibile per usare tutta la ricchezza di cui possiamo godere su questa Terra.
Fonti:
Michael Hanlon, Don’t feel guilty about that brandy butter – it’s GOOD for you!, Daily Mail online 27 dicembre 2010
Peter Elwood et al., The Consumption of Milk and Dairy Foods and the Incidence of Vascular Disease and Diabetes: An Overview of the Evidence, Lipids (2010) 45:925–939
Trans fat: Watch out, it isn’t so transparent, Harvard Health Publication















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