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I vegetariani sono meno a rischio di malattie cardiovascolari, diabete e infarto

E’ uno stile di vita, una filosofia di approccio al mondo, un modo per diminuire l’impatto su questa terra e garantire anche ai nostri amici a 4 zampe una vita dignitosa. Per qualcuno è una vera e propria forma di protesta.

Oggi per qualcun altro sarà anche un modo per mantenere il benessere. Lo dice uno studio della Loma Linda University secondo il quale i vegetariani presentano un’incidenza inferiore del 36 % in fatto di sindromi metaboliche rispetto ai loro amici carnivori. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Diabetes Care. Poichè la sindrome metabolica può essere un precursore di malattie cardiovascolari, diabete e infarti la scoperta indica che i vegetariani possono correre meno rischi in tal senso.

La sindrome metabolica è definita come il manifestarsi di almeno tre dei fattori di rischio successivi: ipertensione, elevato colesterolo HDL, elevati livelli di glucosio, elevati trigliceridi e una circonferenza vita oversize. Lo studio della Loma Linda University ha scoperto che mentre il 25% dei vegetariani hanno sindromi metaboliche il numero cresce al 37% per in semi-vegetariani e al 39% per i non vegetariani. I risultati reggono anche se verificati per altri fattori quali l’età, il sesso, la razza, l’attività fisica, le calorie consumate, il fumo e l’assunzione di alcol.

“Questo studio dimostra una volta di più che la dieta è in grado di migliorare molti fattori di rischio parte delle sindromi metaboliche” dice Gary Fraser, PhD, responsabile scientifico dell’Adventist Health Study 2. “Una dieta basata sui vegetali è una scelta importante a questo fine”.






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